Perché conviene verificare subito il progetto
La misura dispone di circa 447,6 milioni di euro e segue una procedura valutativa a sportello. Le domande sono ammesse alla fase istruttoria secondo l’ordine cronologico giornaliero; se le risorse non bastano per tutte le istanze dello stesso giorno, interviene una graduatoria di merito. La precompilazione serve quindi a controllare requisiti, numeri e documenti prima dell’apertura del 6 ottobre.
Quali imprese possono partecipare
Il bando è rivolto a micro, piccole e medie imprese con unità produttiva in Sicilia o nelle altre Regioni meno sviluppate del Mezzogiorno. L’impresa deve essere attiva, operare in un’attività ammessa, trovarsi in contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati oppure, nei casi previsti, di almeno due dichiarazioni dei redditi. Devono inoltre essere rispettati gli ulteriori requisiti societari, contributivi, ambientali e di regolarità indicati dal decreto.
Caratteristiche dell’investimento
Il programma deve riguardare una nuova unità produttiva, l’ampliamento della capacità, la diversificazione verso prodotti mai fabbricati prima o un cambiamento fondamentale del processo produttivo. Le tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0 devono rappresentare una parte preponderante dei costi ammissibili. L’investimento deve essere compreso tra 750.000 e 5 milioni di euro e non può superare il 70% del fatturato dell’ultimo bilancio o della dichiarazione di riferimento.
Spese ammissibili
Possono rientrare macchinari, impianti e attrezzature nuovi; opere murarie entro il 40% dei costi ammissibili; software e licenze collegati ai beni materiali; certificazioni ambientali. Sono previste, entro limiti specifici, anche consulenze specialistiche per le tecnologie abilitanti e diagnosi energetiche relative all’unità produttiva interessata.
Quanto copre l’agevolazione
La copertura nominale massima arriva al 75% delle spese ammissibili: 35% come contributo in conto impianti e 40% come finanziamento agevolato. L’impresa deve garantire almeno il restante 25% con risorse proprie o finanziamenti esterni privi di sostegno pubblico. L’agevolazione non è automatica: concessione e importi dipendono dall’istruttoria e dalle regole applicabili al singolo progetto.
Sostenibilità e punteggio
Il progetto deve rispettare il principio DNSH e la normativa ambientale applicabile. Possono ottenere punteggi aggiuntivi gli investimenti che contribuiscono all’economia circolare, all’efficienza energetica o agli obiettivi climatici e ambientali europei, così come le PMI dotate dei sistemi o delle certificazioni ambientali ed energetiche previsti dalla misura.
Cosa preparare prima della domanda
Servono una descrizione tecnica coerente dell’investimento, preventivi, dati economico-finanziari, cronoprogramma, copertura del 25%, verifica del codice attività, disponibilità dell’unità produttiva e documentazione societaria. Il programma deve iniziare dopo la presentazione della domanda e concludersi entro 18 mesi dal provvedimento di concessione: ordini e impegni assunti troppo presto possono compromettere l’ammissibilità.
Come posso affiancare l’impresa
La prima attività è una verifica preliminare tra impresa, investimento e misura. Posso supportare la definizione tecnica del programma, l’integrazione tra macchinari e software, l’organizzazione della documentazione, la procedura amministrativa e la successiva rendicontazione. Le valutazioni fiscali, contabili, energetiche o legali vengono coordinate con i professionisti competenti quando necessarie.
Le risposte prima di iniziare
Il bando è aperto alle imprese della provincia di Ragusa?
Sì, se l’unità produttiva interessata dall’investimento è in Sicilia e l’impresa rispetta dimensione, settore, anzianità documentale e tutti gli altri requisiti previsti dalla misura.
Il contributo a fondo perduto è pari al 75%?
No. La copertura nominale massima del 75% combina un contributo in conto impianti del 35% e un finanziamento agevolato del 40%. Almeno il 25% deve essere coperto dall’impresa con risorse proprie o finanziamenti esterni senza sostegno pubblico.
Si può finanziare soltanto l’acquisto di software?
Il programma deve essere un investimento produttivo organico e le tecnologie 4.0 devono avere peso preponderante. Software e licenze sono ammissibili quando correlati ai beni materiali previsti dalla misura; un acquisto isolato va verificato con particolare attenzione.
Si possono ordinare i macchinari prima della domanda?
Il programma deve essere avviato dopo la presentazione della domanda. Prima di firmare ordini, versare acconti o assumere impegni vincolanti è necessario verificare le regole di avvio previste dal decreto e dalla disciplina europea applicabile.
L’invio il 6 ottobre garantisce l’agevolazione?
No. L’ordine cronologico riguarda l’ammissione alla fase istruttoria e, in caso di insufficienza delle risorse nello stesso giorno, può operare una graduatoria di merito. Restano necessarie la verifica di ammissibilità e la valutazione completa del progetto.
Fonti e riferimenti
- MIMIT – Investimenti sostenibili 4.0 (2026)
- MIMIT – Decreto direttoriale 5 agosto 2026 e allegati
- Invitalia – Bando 2026 e presentazione della domanda
Sintesi informativa: requisiti, disponibilità e spettanza devono essere verificati sul singolo caso e sulle fonti vigenti al momento della decisione.
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